L’Associazione La Chascona continua per il quinto anno consecutivo la collaborazione con Teatro Garage di Genova per la realizzazione di GET – Giovani Eccellenze Teatrali, la rassegna di Drammaturgia Contemporanea Nazionale all’interno della stagione 2025-2026. Lo scopo dell’iniziativa è promuovere la drammaturgia di giovani professionisti della scena Nazionale.
La collaborazione con il Teatro Garage si colloca nella direzione della produzione, promozione e ospitalità di giovani compagnie, quale tratto distintivo della quarantennale attività teatrale del TG.
Le compagnie e gli spettacoli individuati da La Chascona hanno vista riconosciuta la scrittura drammaturgica e la realizzazione di rappresentazione in diversi festival e rassegne nazionali, non ultima la Rassegna INTRANSITO del Comune di Genova.
La programmazione degli spettacoli, inserita all’interno della stagione del Teatro Garage, avverrà da ottobre 2024 ad aprile 2025.
Gli spettacoli, tutti di drammaturgia contemporanea di giovani artisti professionisti operanti sul territorio nazionale, sono indicati all’interno della stagione del Teatro Garage – Sala Diana Genova, come GET – Giovani Eccellenze Teatrali.
testo Tommaso D’Alia, Giovanna Malaponti, Valerio Castriziani
con Valerio Castriziani, Tommaso D’Alia
regia Tommaso D’Alia
Durata: 60 minuti
Futti futtitinni ma non ti fari futtiri è un ritratto della Sicilia che affronta temi di unione e disunione, cercando di evadere dai pregiudizi sociali e di costruire un pensiero più ampio, radicato nella quotidianità. Parla di Mafia, ma anche di nonna Pia, di morti e di vivi che lottano per un futuro diverso. Un testo che salta continuamente tra passato e presente, mettendo a confronto la vera mafia con quella quotidiana. In questo viaggio, la Sicilia emerge come terra di cibo, bellezza e contraddizioni.
Goethe scriveva: “L’ Italia senza la Sicilia non lascia nello spirito immagine alcuna”. La Sicilia è la chiave di tutto, con la sua purezza, la sua morbidezza, la sua armonia tra cielo, mare e terra.
L’arancino diventa simbolo di un’esperienza che parte dal calore della terra e della famiglia, ma che si scontra anche con le ombre del quotidiano.
Una riflessione intensa, senza filtri, accompagnata dalla musica dal vivo, parte integrante, che racconta la lotta per un domani diverso.
Nota degli Autori
Tutto nasce dal ‘Arancino o che hai tra le mani mentre sei sula Caronte, oltrepassi lo stretto, di fronte a te la Sicilia: croce e delizia d’Italia. Terra di cibo, terra di bellezze, terra di mafia. Dai il primo morso: riso, piselli e ragù. Chiudi gli occhi e vorresti che la Sicilia fosse come quel ‘arancino caldo che ancora ti fuma in mano. Unto, croccante e condito. Poi, il secondo morso l’arancino si sta freddando, tra poco sbarcherai. Mamma, cucina, parenti. Infine il terzo morso: apri gli occhi, prendi i bagagli e ti prepari a scendere. Sei a casa. Sono a casa.
La Morfeo Company è una giovane compagnia teatrale under 30 nata a Roma nel 2020. Dall’incontro e il confronto con giovani artisti provenienti da accademie professionali del territorio (attori, registi, ballerini, fotografi) nascono progetti che si differenziano per poetica, allestimento e tematiche. I fondatori Valerio Castriziani, Melania Maria Codella e Tommaso D’Alia, autori e interpreti degli spettacoli, si diplomano all’Accademia STAP Brancaccio di Roma. Tra il 2021 e il 2022 si tiene la loro prima tournée italiana con lo spettacolo “Mezzasala – il buio dietro le quinte”. con lo spettacolo “Mezzasala – il buio dietro le quinte”. A seguito della tournée realizzano altri lavori di natura teatrale e cinematografica. “Futti futtitinni ma non ti fari futtiri”, la loro ultima produzione, è già vincitore del bando Strade Diverse 2024 con la direzione artistica di Giampiero Cicciò, sostenuto da Roma Capitale.
Riconoscimenti
Miglior Spettacolo 2023 Festival Strade Diverse Roma Capitale
Miglior Spettacolo 2024 per Arti e Spettacolo
Menzione Speciale 2024 Catania Palco Off
Menzione Speciale Stockholm Fringe Festival 2024,
Menzione Speciale Gothenburg Fringe Festival 2024
Menzione Speciale al Reykjavick Fringe Festival 2024
I biglietti di ogni spettacolo sono disponibili sul sito www.teatrogarage.it
o presso l’ufficio del Teatro Garage via A. Repetto 18 r. cancello – 16143 Genova, mercoledì e giovedì ore 14-17 e venerdì ore 11-14
di e con Angela Dionisia Severino
regia Lauraluna Fanina
assistente alla regia Simona Batticore
disegno luci Sebastiano Cautiero
consulenza sound design Paolo Montella
drammaturgia musicale Teresa Di Monaco
costumi Dario Biancullo
voci registrate Lauraluna Fanina
foto Giovanni De Blasio – Maria Rosaria Di Tota – Lucrezia Pirani video Giovanni de Blasio disegni Simona Batticore grafica Rossella Frezza
prodotto da TELLURICHE APS in collaborazione con L’Asilo di Napoli
Durata: 50 Minuti
Parafrasando Carrol e attualizzando Alice per portarla nelle nostre strade, la caduta nel magico mondo delle meraviglie diventa la scoperta di un mondo sotterraneo dove si trovano tutte le creature che, per un motivo o per un altro, sono state cacciate dalla città. Una fogna di esuli, una saittella dove si concentra tutto il rimosso del “mondo di sopra”, un luogo buio dove relegare chi non vogliamo più vedere camminare nelle nostre strade. Dalla gentrificazione alla turistificazione che attraversano le nostre città, fino alle diaspore che interi popoli oppressi vivono anche oggi. “Siamo sempre gli esclusi di qualcuno”: questa le ragioni della nascita di Alice nelle Fogne delle Meraviglie.
Note di regia
Alice è un racconto, ma è anche un monologo. È un sogno ed è una performance. È un viaggio solitario di individuazione e di scoperta che si svolge sotto, nelle profondità della terra, nelle fogne dell’anima, nel rimosso collettivo e personale carico di tabù. Ma in quelle stesse fogne, in quella “lota”, Alice ritrova parti di sé, le riporta alla luce, stravolge le categorie di sopra e sotto, di buio e luce, di sporco e pulito. È da sola a fare tutto questo, nessuno può sentirla, nemmeno la mamma, in quella discesa agli inferi, dove si va e si risale da soli. I topi di Alice sono magici e al tempo stesso sono esclusi, sono suoi benefattori, ma sono stati cacciati e relegati nel più infimo dei luoghi. Sono sì parti di Alice, ma sono tutti i cacciati della terra, sono il rimosso della società, sono gli ultimi.
Alice, giovane donna di un quartiere popolare, con la terza media, fa i conti con le spinte oppositive della pressione sociale, con le ingiustizie del suo tempo, con la trasformazione del tessuto urbano e dunque culturale della sua città, con lo stupro intollerabile del proprio territorio, in cui fatica a situarsi. Pochi elementi, una sedia, uno zainetto, una ruota di motorino, un cumulo di stracci, residui diurni, piccoli oggetti quotidiani che nella vita onirica, in cui tutto è possibile, si trasformano in troni, pellicce regali, nobili collier… I sogni fanno questo, sistemano la psiche, turbano, scuotono, portano fuori e Alice così diventa regina del sottosuolo, una Vergine Tellurica paladina di un’animalità bandita, repressa, eppure con lei gentile, riconoscente, che parla una lingua sconosciuta e a lei magicamente comprensibile. Alice è sveglia e vive in un sogno collettivo, l’incubo di un presente troppo veloce e intangibile per lei. Ma Alice sogna e sognando si desta. Quei topi hanno ormai visto la luce, le fogne sono scoperchiate, la città è davvero piena di buche e il dado è tratto.
Intersezionale – o intersezione è l’intreccio di diverse identità sociali e le relative possibili oppressioni e discriminazioni.
Alice è una fiaba intersezionale perché, attraverso il racconto della persecuzione dei topi, del ribrezzo che generano negli abitanti della città e del desiderio dichiarato di mandarli tutti a morire, mette in scena la marginalizzazione e la violenza sistemica che umani e non umani subiscono nelle zone di sacrifico ora gentrificate, ora spazi di conflitto armato, ora di genocidio. Un fantasy cittadino, una fiaba intersezionale, che unisce la forma più antica del “cunto” napoletano al teatro di ricerca e alla performance.
Angela Dionisia Severino Nata a Napoli, nel 1992 è attrice, performer, danzatrice aerea e manipolatrice di pupazzi. La sua formazione va dallo studio della danza classica alle arti aeree, passando per il mimo, l’acrobatica, la Commedia dell’Arte e il teatro di narrazione. È fondatrice, attrice e regista di Officina Commedia, compagnia di TeatroRagazzi che si muove tra il linguaggio del circo e quello della nuova Commedia dell’arte. Attualmente collabora con diverse realtà teatrali, tra cui Casa del Contemporaneo, Teatri Associati di Napoli e Teatro del Drago. E’ attrice nello spettacolo Natale in casa Cupiello cum figuris (vincitore del premio nazionale della critica 2023 e del premio UBU ai costumi 2024) ed è parte del progetto GOLEM_ed è fango il mondo, diretto da Mariasole Brusa e vincitore della Biennale Teatro Regia under 35.
Lauraluna Fanina Nata a Napoli il 9 aprile 1991. Si è formata come attrice e performer sotto la guida e direzione artistica di Danio Manfredini, presso l’Accademia del Teatro Bellini di Napoli. Nella sua formazione conta il canto, il mimo corporeo, la danza e la recitazione teatrale e cinematografica, tra i suoi formatori Danio Manfredini, Vincenzo Del Prete, Arianna D’Angió, Valentina Conte e Patrizia Hartman. Ha approfondito soprattutto l’uso del corpo e della voce, anche con finalità di cura e benessere della persona. Ha condotto laboratori nelle scuole e si è formata come esperta certificata di Antiginnastica®. Attualmente conduce gruppi e singoli nella scoperta e consapevolezza del corpo e dello spazio, avvalendosi dell’uso narrativo ed evocativo della voce e del linguaggio. È studentessa di Antropologia all’Alma Mater di Bologna.
Angela e Laura sono compagne di scena, di vita e ascoltatrici reciproche dei propri vissuti. La loro collaborazione artistica nasce più di dieci anni fa. Questo è il loro terzo lavoro a teatro, il primo monologo di Angela, la prima regia di Laura.
Riconoscimenti
Spettacolo Vincitore Premio Eco-scena 2024
Spettacolo Vincitore Menzione Speciale del Premio Serra 2023
I biglietti di ogni spettacolo sono disponibili sul sito www.teatrogarage.it
o presso l’ufficio del Teatro Garage via A. Repetto 18 r. cancello – 16143 Genova, mercoledì e giovedì ore 14-17 e venerdì ore 11-14
Scritto da Iulia Bonagura
con Emanuele Baroni e Iulia Bonagura
regia di Emanuele Baroni
aiuto regia Valerio Castriziani
Voce off di Filippo Gili
Durata: 60 minuti
Martina è una bambina. Ha un costume intero da piscina e la maschera che le tiene sui capelli bagnati. Corre fuori dall’acqua e vede la cupola di una medusa morta. Valentino, anche lui bambino, le si avvicina. Ha i pantaloncini a pinocchietto e uno zainetto. I due si incontrano, per la prima volta, a dieci anni, l’ultimo giorno d’estate, su una spiaggia del litorale laziale, e l’ultima volta a diciannove, sempre su quella spiaggia. Due bambini, che davanti a una medusa morta si interrogano su cosa c’è dopo, dandosi molte più risposte di quelle che noi adulti abbiamo il coraggio di azzardare. Anno dopo anno, si ritrovano in questa bolla che è Cincinnato, una frazione di Anzio fuori dal tempo. Martina vive lì anche durante l’anno, incastrata in una giostra di sogni e violenze che è la sua casa. Valentino viene dalla città e la raggiunge l’estate, accompagnato da una madre ansiosa che tenta di proteggerlo da tutto, impedendogli anche di crescere. Tutti gli anni li ritroviamo, l’ultimo giorno dell’estate, sulla spiaggia di Cincinnato: sempre più grandi, sempre più amici. Affrontano con quella leggerezza disarmante, che solo i bambini posseggono, le questioni che cerchiamo di valicare noi grandi. Ma cosa li accomuna? Cosa tiene insieme questi due piccoli adulti? Valentino non è mai entrato in acqua, schiacciato dalla paura, più della madre che sua, di annegare come è successo al padre. Martina vuole volare, scoprire le strade del cielo, così diverse dalle vie di Cincinnato. Cosa li unisce? Prima il coraggio, poi l’amore.
Note di regia
Come recita “Fisherman’s Blues”: [So che sarò liberato/ Dai legami che mi attanagliano/ Che le catene appese intorno a me/ Cadranno finalmente/ E in quel giorno felice e fatale/ Sarò l’artefice della mia stessa guarigione/ Correrò su quel treno/ Sarò il pescatore] così anche loro cercano il coraggio di cambiare, di imparare a crescere. La musica scandisce lo scorrere degli anni e una voce adulta, quella di Filippo Gili, ci accompagna nella loro crescita. Mentre Valentino e Martina crescono però I colori dei costumi, della scena e della vita vanno a sbiadire. Quando non bastano più i braccioli a tenerti a galla tutto quello che resta è l’altro.
Se si potesse scattare una fotografia di Martina e Valentino, li vedremmo come in una cartolina, di
quelle con il bordo e una patina giallastra, con i secchielli in mano e la bandana in testa, immobili,
felici, che guardano il mare davanti a loro, l’immensità luminosa che è la platea, e anche oltre.
Riconoscimenti
Vincitore Strade Diverse Festival 1^edizione (2023)
Vincitore Roma Fringe Festival 12^edizione (2024)
Premio alla miglior attrice Roma Fringe Festival 12^ edizione (2024)
Premio alla miglior drammaturgia Roma Fringe Festival 12^ edizione (2024)
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di Jeffrey Jay Fowler & Chris Isaacs
con Gabriele Colferai e Angelo Di Figlia
produzione Dogma Theatre Company
Durata: 60 minuti
Ludo e Giammy sono migliori amici. Le loro vite sono piene di Tinder, Grindr, piccole bugie, grandi nottate ùe molte, troppe, birre. Giocare a Super Mario, pulire il vomito nella doccia, sms mai risposti, brutto sesso, tornare a vivere con mamma e papà. Nel mese che precede il matrimonio dell’ex-ragazza di Ludo, i due amici faticano a tenere le loro vite sui binari, alla ricerca di un minimo di equilibrio che gli permetta quanto meno di affittare un completo per il grande giorno. Fag/Stag si interroga su cosa significa avere un migliore amico quando sei bloccato nella palude della peggiore versione di te stesso. Con una scrittura graffiante e sorprendente, la storia è raccontata simultaneamente da due punti di vista diversi, da due narratori decisamente poco affidabili. Fag/Stag è un viaggio fedele e comico alla scoperta di ciò che si nasconde nella testa di due giovani uomini moderni.
Gabriele Colferai e Angelo Di Figlia sguazzano, pasticciano, giocano e si divertono mescolando teatro e stand up comedy e offrendo una nuova geografia identitaria – dai sapori tipicamente milanesi – ai luoghi che lo popolano.” Andrea Gardenghi – Cordelia
“Una narrazione diretta al pubblico senza filtri e il mondo delle relazioni crudo e tragicomico realismo. Si ride, ci si commuove ascoltando la storia di due amici che capiscono che solo insieme, forse, possono superare questo maledetto livello delle loro esistenze in cui sono fermi da un po’”. Nicola Santini – L’identità
“Di Figlia e Colferai sono bravissimi nel tratteggiare quegli stereotipi usando tutta una serie di contrappesi che permettono loro, nello spazio ludico che il testo dispone, di non rimanerci intrappolati. […] Questa pièce è in equilibrio perfetto tra il teatro di parola e il teatro del corpo. […] Il risultato è il ritratto umanissimo di una coppia di amici che si vogliono bene, due «bro» che cercano di capirsi e aiutarsi con la stessa caparbietà con cui cercano di finire Super Mario Bros, al di là degli inevitabili fraintendimenti e dei pesi delle rispettive solitudini, finendo per mettere in scena un affetto imperfetto ma puro che trascina il pubblico, tra molte risate e un paio di climax emotivi implacabili.” Fabio Vittorini – Duel
Riconoscimenti
Spettacolo vincitore Fringe Festival Milano 2022
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Ideato ed interpretato da Stefano Dattrino e Aurora Dario
Diretto da Wilfried Bernard
Durata: 60 minuti
In una stazione ferroviaria, dove il tempo scorre inesorabile, due anime smarrite tornano ogni giorno, sperando in un ritorno che forse non arriverà mai. Lui stringe tra le mani una lettera, un messaggio lasciato prima di una partenza senza ritorno. Lei sfoglia un libro, un dono prezioso di qualcuno che ha preso un altro treno. Due percorsi paralleli, due solitudini unite dall’attesa e dall’eco degli addii. Ma un giorno, si ritrovano sulla stessa panchina. I loro silenzi si intrecciano, i loro corpi parlano dove le parole falliscono. Con un linguaggio poetico, senza uso della parola, attraverso acrobazie e delicati equilibri si aprono al dubbio e imparano a conoscersi. Il treno che aspettavano potrebbe non tornare mai, ma forse c’è un’altra destinazione.
Note di regia
La sfida era quella di creare uno spettacolo con diverse influenze, acrobatica, circo e danza, attingendo ai nostri background. Il desiderio era quello di non starcene seduti comodi, ma di scomodare diversi stili per trovarne uno tutto nostro. L’abbiamo fatto raccontando la storia di due sconosciuti, con due vite separate, come i binari di un treno. Li abbiamo messi seduti ad aspettare. Forse anche noi aspettavamo di avere l’idea giusta. Ma il punto è proprio questo. Siamo spinti a pensare che siano sempre i treni presi a cambiarci la vita, ad essere un punto di svolta, un’epifania. Il treno è per eccellenza la metafora dell’occasione, che passa una volta sola, e non va sprecata. E se invece questa occasione la perdiamo? Se il treno non arriva, e ci costringe ad aspettare a tal punto che quello che stavamo aspettando perde importanza? Se spostiamo il focus dal nostro treno che schizza via alla velocità della luce, e invece guardiamo due buffi sconosciuti che cercano in tutti i modi di ingannare l’attesa? Si annoiano, leggono, suonano, si addormentano, tutto su quell’unica panchina che li spingerà a conoscersi. Ben presto ci siamo accorti che la parola era superflua, sembrava quasi rovinare quel micro mondo fatto solo di timidi sguardi. Abbiamo lasciato parlare solo il corpo. E alla fine forse, lì, fermi in quella stazione, senza mai prendere nessun treno, hanno vissuto il miglior viaggio della loro vita.
La compagnia Dis Equilibre nasce dall’incontro di Aurora Dario, attrice e acrobata, e Stefano Dattrino, attore e circense. La cifra stilistica della compagnia è la costruzione di spettacoli acrobatici, circensi e di danza. ‘Vite binarie’ è la prima produzione della compagnia. Nella prima edizione Aurora e Stefano si sono occupati insieme dell’ideazione, della stesura, della regia e dell’interpretazione. Lo spettacolo ha partecipato al Fringe Festival di Roma 2024, nel quale ha vinto il premio ‘Miglior regia’. Successivamente ha partecipato alla 36esima edizione del Civita Festival e al Fringe Festival di Catania, nel quale ha vinto l’ammissione diretta al Thessaloniki Fringe 2025. Nel 2025 inizia una collaborazione internazionale con il regista francese Wilfried Bernard, che firma ‘Vite Binarie – dove il destino ci porta’, guidando Aurora e Stefano con una nuova regia e dando nuova forma allo spettacolo. ‘Oracolum’ è la seconda produzione della compagnia. È uno spettacolo di circo-teatro e arte di strada, che ha debuttato nel giugno 2024 e ha partecipato a diversi buskers Festival in giro per l’Italia.
Riconoscimenti
Miglior Regia al Fringe Roma Festival 2024
Premio Selezione Thessaloniki Fringe Festival 2025
Selezione al Catania Fringe Festival 2024
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Scritto e diretto da Massimiliano Aceti
con Alessandro Cosentini e Massimiliano Aceti
Durata: 85 minuti
Ottantenni che si credono immortali e che continuano a comandare. Giovani cresciuti nel benessere che recriminano ma che non hanno coraggio. Una fotografia straordinaria, spietata, autentica della nostra società. Gabriele e Lorenzo sono due fratelli, ma sono anni che non si vedono. Si ritrovano nella casa del padre anziano, facoltoso imprenditore edile. Gabriele, attore ribelle, è andato via dalla casa paterna molto giovane tagliando ogni tipo di rapporto con il padre; Lorenzo, figlio primogenito, ha deciso di rimanere al fianco dell’imprenditore ma, essendo giudicato dal padre come incapace negli affari, è trattato come un segretario, che si occupa soprattutto delle faccende di casa. I due fratelli si lanciano accuse e recriminazioni. Si rimproverano assenze, colpi bassi e tradimenti. Ma su una cosa sono d’accordo: Il padre è stato la causa di tutto. Con il suo controllo, la ferocia, i maltrattamenti fisici, l’uomo ha reso la loro vita “agiata” un vero inferno di sensi di colpa e inadeguatezza. Gabriele e
Lorenzo dopo dieci anni di silenzio prendono una decisione: accelerare il destino inesorabile del vecchio e gestire finalmente l’impresa. I due fratelli avvelenano quotidianamente il padre con piccole dosi di cicuta e prendono presto le redini della società. Ma non passa molto tempo prima di rendersi conto che non sono capaci di gestire tutti gli impegni e le grandi responsabilità che il lavoro richiede. Sono disperati. Cercano di rimettere in forze il padre ma ormai è troppo tardi: il veleno e la vecchiaia lo trascinano sempre più in basso. I due fratelli dovranno così affrontare le responsabili tà della vita, senza un passaggio di consegne. Soli.
Note di regia
Uccidiamo il Re è uno spettacolo di prosa a due personaggi perennemente in scena per un’ora e mezza. Sul palco una quadratura nera, sette sedie e una pol trona. Lo stile dello spettacolo ricorda i vecchi film della Commedia all’Italiana, in particolare lo stile di Monicelli (Parenti Serpenti-Un borghese piccolo piccolo), dove la comicità si contamina con la tragedia e con la bassezza dell’animo umano. Il testo prende spunto da una storia vera – romanzata e spinta all’eccesso – ed è un grido di protesta contro i nostri padri che continuano a voler restare ‘classe dirigente’ e rendono precari i nostri sogni e il nostro futuro. La messa in scena è esplosiva, i ritmi serrati sono intervallati da flash back della vita passata dei due protagonisti. Un viaggio doloroso e meraviglioso. Una black-comedy che ha rapito letteralmente l’attenzione del numero so pubblico seduto in platea. Straordinaria l’interpretazione dei due bravi attori in scena, Alessandro Cosentini e Massimiliano Aceti, che hanno ricevuto lunghi applausi ed ampi consensi di critica al termine della rappresentazione teatrale” Antonio Le Fosse – CN24
Massimiliano Aceti Dopo studi classici si iscrive all’Accademia Nazionale d’Arte Dram matica Silvio d’Amico e si diploma nel 2012. Dal 2013 al 2016 lavora come attore sotto la dire zione di Gabriele Lavia in numerosi spettacoli. Nel 2016 debutta in tea tro con il suo monologo “Il piccolo guitto”, finali sta al Premio Scenario 2015 e finalista al Roma Fringe Festival 2017. È autore e regista dello spettacolo “Fumo”, vincitore della residenza Rifugio d’artista 2016 e del bando Quinta Armata 2017. È autore e attore de “La rivoluzione delle sedie” regia di B. Alesse, vincitore di “Teatri in Corto” 2016, miglior spettacolo e premio della giuria ad “Autori nel cassetto, attori sul comò 2016, premio del pubblico 2016 a ShortLab (diretto da Massimiliano Bruno). È autore e regista del testo “Icaro”, vincitore del bando MID 2017. Vince il premio come “Miglior Testo” al Festival Indivenire 2019 e al festival Velletrama nel 2021 con “Equitalia”. Come attore, negli ultimi anni lavora in progetti della Compagnia dell’Acca demia di Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Nella stagione 2022-2023 è in tournée con “Kobane Calling” scritto da Zero Calcare in cui interpreta lo stesso fumettista. Dal 2021 inizia la collaborazione con il Teatro Due di Parma, per cui recita in spettacoli come “Pene d’Amor Perdute” di W. Shakespeare, regi di M. Farau, “Vacche Sacre” di C. Boscaro, regia di N. Robello e in “Una domanda di ma trimonio” e “Le nozze” di A. Cechov, regia di M. Tarasco. E’ presidente dell’Associazione Giovanile William, vincitrice del Bando Vita mina G – Bando delle Idee 2022, promosso dalla Regione Lazio.
Alessandro Cosentini Dopo il diploma di liceo scientifico, viene ammesso nel corso triennale in recitazione presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” dove si diploma nel 2012. Nel 2011 partecipa al “Premio Attilio Corsini 4°edizione” presso il Teatro Vittoria/ Attori&Tecnici con “Don Giovanni o la pazzia di Sganarello” di Molière con la regia di Giacomo Settis Bisordi. Nel 2012 partecipa al progetto dell’Istituto culturale italiano di Parigi “Face à Face – Parole di Francia per Scene d’Italia” con lo spettacolo “Noi, gli eroi” di Jean-Luc Lagarce, regia di Valentino Villa. Dopo aver ottenuto diversi ruoli in fiction per la TV (tra gli altri: protagonista di serie nell’ultima stagione di “Centovetrine”, e personaggio fisso per tre serie di “Il Paradiso delle Signore”), prende parte al cast del film TV per Rai1 “Rocco Chinnici – Come è lieve il tuo bacio sulla fronte”, con la regia di Michele Soavi. Nel 2017 partecipa al “Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria”, con lo spettacolo “Caligola” di Albert Camus con la regia di Michele Sinisi. Ultimamente ha preso parte alla produzione di “Buon giorno mamma! – 2”, con un personaggio fisso nella serie. Si dedica a progetti musicali e alla composizione di colonne sonore.
Riconoscimenti
Spettacolo finalista al Festival Inventaria – La festa del teatro OFF 2023, Roma
I biglietti di ogni spettacolo sono disponibili sul sito www.teatrogarage.it
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Con Sara Baldassarre
Drammaturgia Sara Baldassarre e Arianna Di Stefano
Regia Arianna Di Stefano
Collaborazione artistica Caroline Delcourt
Comunicazione e foto di scena Margherita Masé
Illustrazioni Martina Manna
Produzione Ex Rugiada ETS
Con il sostegno di Associazione Triangolo Scaleno Teatro e Teatri di Vetro 15
Durata: 60 minuti
I biglietti di ogni spettacolo sono disponibili sul sito www.teatrogarage.it
o presso l’ufficio del Teatro Garage via A. Repetto 18 r. cancello – 16143 Genova, mercoledì e giovedì ore 14-17 e venerdì ore 11-14
Il punto di partenza de Il merluzzo surgelato è stata una riflessione intorno alla demenza senile, che ha portato alla seguente domanda: Cosa c’è dentro la testa di una persona senza più memoria? Cosa vedono i suoi occhi? L’attrice in scena proverà a rispondere guardando la realtà proprio attraverso questi occhi e ricostruendo i propri ricordi non solo per mezzo delle parole, ma anche tramite il movimento danzato, i suoni e la musica; mettendo così in evidenza come la sensorialità e l’emotività siano elementi imprescindibili della memoria. Durante questo percorso, ai ricordi personali dell’attrice se ne aggiungeranno però anche degli altri, dei ricordi non suoi, quelli della storia di tutti, quelli della Storia con la “S” maiuscola, in un accumulo crescente che la farà piombare in un caos che è tanto pieno quanto vuoto. Il merluzzo surgelato, dunque, vuole essere un’esplorazione a 360° sul tema della memoria, sull’importanza e il pericolo di ricordare e dimenticare e su quello che succede quando l’equilibrio tra questi due elementi viene compromesso o alterato da una patologia o da un male storico come l’indifferenza, che fa scordare alla gente quelle cose importanti che non andrebbero mai dimenticate. L’equilibrio precario tra ricordo e dimenticanza e l’assenza che lascia quest’ultima sono simboleggiati da uno spazio scenico volutamente vuoto, occupato solo dalle luci di scena, dall’attrice e da un oggetto che fa parte dei suoi ricordi d’infanzia, una sedia.
Lo spazio, una sedia e un’unica attrice.
Mentre ricorda la casa della nonna, una nipote viaggia tra i ricordi della propria infanzia. Ma qualcosa va storto, perché si imbatte in ricordi che non sono i suoi. La confusione vive e abita lo spazio scenico disegnando la storia di una donna che attraversa la linea del Tempo smarrendosi tra le tessere del mosaico che una volta componeva la sua stessa vita, in quel limbo a lunga conservazione che è la perdita della memoria. La realtà si mescola fino a diventare un accumulo di ricordi da ricostruire. La storia personale della nipote e “La Storia” si intrecciano: dove comincia e dove finisce la nonna, la nipote, l’attrice e Adolf Hitler? Dove finiscono i contorni della sedia di re Edoardo e cominciano quelli della sedia della cucina di casa? Confusione. Confusione di ricordi, di scena, di testo, di dialetti, di volti, di vite, di luoghi, di tempi, di identità.
Note di regia
Il merluzzo surgelato non è un testo sulla demenza senile, bensì sulla memoria e sul suo legame con l’identità. Tuttavia, non si può parlare della memoria se prima non ci si chiede che cosa sia la dimenticanza. La regia vuole indagare, da una parte, quell’istante di buco, di vuoto, in cui, per qualche mistero neuroscientifico, non ci si ricorda qualcosa; e dall’altra parte, la frammentarietà che la perdita della memoria porta con sé. Il susseguirsi delle scene, dunque, non è (e non può essere) logico, ma emotivo. L’obiettivo è quello di far sì che attrice e pubblico si lascino insieme cullare e trasportare dalla confusione poetica che la nonna malata di demenza senile porta con sé; una donna che insieme con lo sbiadirsi dei propri ricordi vede sfumare anche i contorni del proprio Io. La frammentarietà di ricordi e identità arriva sulla scena ad un punto tale per cui la figura femminile che vediamo muoversi
e parlare non è più né la nonna, né la nipote, né l’attrice, ma tutte e nessuna di loro, è solo un corpo e una voce che raccontano una storia e “La Storia” in un unico grande e bizzarro impasto.
Arianna Di Stefano (classe 1989) si diploma come attrice nel 2013 presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma. Ha studiato, tra gli altri, con Lucia Calamaro, Luciano Colavero e Christiane Jathay. E ha lavorato con Peter Stein e Federico Tiezzi. Sara Baldassarre (classe 1996) si diploma nel 2019 presso la Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine. Ha studiato con Yurij Alschitz, Roberto Latini, Fausto Paravidino, Savvas Stroumpos, Mario Perrotta, Arturo Cirillo e molti altri. Le due si conoscono nel 2021 all’interno del laboratorio di drammaturgia “Fame di Realtà” condotto da Luciano Colavero. Ed è proprio con Il merluzzo surgelato che comincia il loro sodalizio artistico e la collaborazione di Sara Baldassarre con la compagnia Kontra Moenia. Kontra Moenia è un collettivo fondato da Arianna Di Stefano e Livio Remuzzi, che basa la sua ricerca artistica su drammaturgie originali e sulla sperimentazione di più linguaggi scenici. Tra i suoi lavori figurano: Lisa, frammenti in gran parte dispersi (finalista a Biennale College 2020, Venezia); Il muro ideale (performance site-specific vincitrice di NOVA project 2022); e Storia di uno che mi somiglia (finalista di Pillole 2022, Fortezza Est, Roma).
Riconoscimenti
Premio “Giovanni Di Bella” per la Miglior Regia a Teatri Riflessi 7, 2022
Premio “Valentina Nicosia” per la Miglior Interpretazione a Teatri Riflessi 7, 2022
Premio Miglior Interpretazione al Concorso nazionale di corti teatrali del Teatro San Prospero di Reggio Emilia, 2022
L’associazione La Chascona di Genova, attiva da oltre 25 anni, promuove eventi culturali e organizza la rassegna GET – Giovani Eccellenze Teatrali, all’interno della stagione teatrale del Teatro Garage di Genova.
Giunta alla sua quinta edizione, la rassegna GET continua a voler promuovere la drammaturgia di giovani professionistə, possibilmente under 35, della scena Nazionale e puntare a creare una piattaforma di scambio dove il mondo dei giovani possa dialogare e rispondere alla proposta culturale del teatro.
Per l’edizione 2025/2026, che vede in scena n. 7 spettacoli, da ottobre 2025 ad aprile 2026, alla Sala Diana del Teatro Garage di Genova – Via Paggi 43 b, in collaborazione con iF ilFalcone – Teatro Universitario di Genova diretto da Angela Zinno – Direttrice Artistica e Docente Laboratori di iF, verranno coinvolte sette terne di studentə under 30 dell’Università di Genova ovvero 21 studentə under 30 che guarderanno, ascolteranno, si emozioneranno… e scriveranno, perché ogni terna assisterà agli spettacoli della rassegna GET per poi realizzare una scrittura espressivo-critica della propria esperienza di visione dello spettacolo.
Ogni terna di studentə avrà un accredito (accesso gratuito) per la visione degli spettacoli e sarà formata sempre da partecipanti diversi, in modo da poter coinvolgere alla visione più studentə possibili.
Tutte le scritture espressivo-critica dei sette spettacoli, redatte dalle varie terne, per un totale di 21 studentə, saranno lette da un team di criticə teatrali – Raffaella Grassi, Maria Dolores Pesce e Laura Santini – che sceglierà la migliore scrittura espressivo-critica della propria esperienza di visione alla quale verrà assegnato un premio del valore di euro 500,00 circa.
7 incontri con i giovani drammaturghə che hanno scritto per gli spettacoli del GET
L’Associazione La Chascona Genova propone da cinque anni la realizzazione della rassegna GET – Giovani Eccellenze Teatrali in collaborazione con il Teatro Garage di Genova, proprio per promuovere la drammaturgia di giovani professionisti della scena Nazionale e puntare a creare una piattaforma di scambio dove il mondo dei giovani possa dialogare e rispondere alla proposta culturale del teatro.
Anche in questa stagione da Ottobre 2025 ad Aprile 2026, la V edizione di GET si distingue per il lavoro di ricerca sulla nuova drammaturgia, ponendo forte attenzione verso le varie forme della creazione contemporanea e le nuove generazioni artistiche, al fine di valorizzare la creatività emergente e i linguaggi contemporanei, portando nella rassegna GET – Giovani Eccellenze Teatrali sette spettacoli.
La scrittura dei giovani drammaturghə italiani si caratterizza per la sua capacità di osservare e interpretare la realtà contemporanea, affrontando temi sociali e critici con prospettive nuove e concrete. Nei testi si utilizzano forme come il monologo e il dialogo per esplorare le sfide attuali, dialogando con il territorio, la storia e la società. La Chascona crede sia molto importante far conoscere e valorizzare le voci emergenti, dimostrando una scena drammaturgica giovane, vivace e versatile.
L’Associazione La Chascona Genova ha ipotizzato una serie di incontri, da svolgersi presso la Sala Diana del Teatro Garage e gli spazi del Circolo Arci Zenzero con giovani drammaturghə, provenienti da diversi luoghi d’Italia, che negli ultimi cinque anni hanno partecipato con i loro testi/spettacoli alla rassegna teatrale GET – Giovani Eccellenze Teatrali al Teatro Garage di Genova.
Sono previsti sette incontri, il primo presso la Sala Diana del Teatro Garage Via Paggi, 43 b Genova, i successivi sei presso gli spazi del Circolo Arci Zenzero di Via Giovanni Torti 35 Genova.
Gli incontri saranno condotti da amiche e amici giornaliste/i, critiche/i, scrittrici/scrittori, ovvero Stefano Bigazzi, Monica Corbellini e Emanuela Mortari.
La Chascona è una Associazione Culturale che nasce a Genova nel 2004 in occasione del centenario della nascita di Pablo Neruda, già cittadino onorario della Città di Genova. In collaborazione con il Comune di Genova produce, proprio per celebrare l’evento, lo spettacolo bilingue, italiano e spagnolo, in prosa e musica In viaggio con Neruda, rappresentato in moltissime piazze.
L’Associazione si pone come finalità ed attività istituzionale la pratica, la diffusione e la promozione della cultura teatrale e musicale, attraverso l’organizzazione di corsi di aggiornamento, anche nell’ambito scolastico, per le diverse specializzazioni; l’organizzazione di convegni, manifestazioni, concorsi; la produzione di spettacoli e reading; la realizzazione di iniziative editoriali, di studio e di approfondimento riguardanti la cultura teatrale e musicale; la collaborazione con Enti ed Istituzioni che abbiano fini in armonia con quelli dell’Associazione e che operino nel campo culturale, artistico e turistico, proponendo iniziative per lo sviluppo dell’attività e della cultura teatrale e musicale; la valorizzazione e lo sviluppo dell’aggregazione e dei linguaggi giovanili, anche come forma specifica di lotta al disagio tra le giovani generazioni; la promozione di attività di animazione ed aggregazione rivolta a bambini e ragazzi, volte a favorire un corretto ed armonico sviluppo educativo.